Prime reazioni al piano di pace franco-egiziano
Mentre la comunità internazionale segue con interesse l’evoluzione del piano per la tregua che il Presidente francese Sarkozy e il Presidente egiziano Mubarak hanno concepito, si sono rese note anche le prima reazioni degli interessati.
L’Autorità Palestinese, che esercita il legittimo governo della Palestina, e che il colpo di stato compiuto da Hamas ha estromesso dalla Striscia di Gaza, appoggia il piano, che la coinvolge nella gestione della gestione, durante la tregua, della Striscia di Gaza, si è detta favorevole al piano e lo appoggia.
Anche Israele, pur puntualizzando la necessità che Hamas termini ogni attività terroristica, ha approvato il piano.
Il Ministero degli Esteri israeliano ha infatti dichiarato che “Il passo deve essere accompagnato dalla cessazione dell’aggressione che prende di mira i civili” e che “il successo dell’iniziativa egiziana dipende dall’accettazione della parte palestinese”.
Nessun commento, per ora, è giunto dagli ambienti della Presidenza o del Governo israeliani.
Da Beirut, interpellato dalla tv satellitare del Qatar “al-Jazeera”, l’ esponente di rilievo di Hamas Osama Hamdan ha dichiarato che “Non rifiutiamo né accettiamo in blocco l’iniziativa egiziana. La stiamo valutando insieme con altre idee, quelle francesi, quelle turche e quelle di alcune parti arabe”.
Hamdan ha proseguito: “Israele ha accettato subito la proposta e così gli Stati Uniti, perché è totalmente a favore di Israele. Tutte le iniziative che non includono alcuni principi fondamentali sono respinte: non basta l’arresto delle ostilità, sono necessari anche il ritiro della macchina da guerra israeliana, l’abolizione dell’assedio sulla Striscia di Gaza e la riapertura permanente dei valichi, specie quello di Rafah”.
Hams ha già reso noto di non accettare lo schieramento di forze internazionali alle frontiere della Striscia di Gaza.
Intanto, altro segnale che al piano di tregua di Sarkozy e Mubarak viene dato l’appoggio israeliano, si è appreso che oggi il Gabinetto per la Sicurezza israeliano ha rinviato la decisione se ordinare alle truppe di procedere alle terza fase delle operazioni militari nella Striscia di Gaza, che prevede che l’Esercito entri con decisione nel cuore dei centri urbani.
FNRmedia


