L’Iran risponde alla censura della IAEA avviando azioni ostili agli USA e alla Gran Bretagna
La riduzione della già scadente cooperazione iraniana con l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (IAEA) è l’ultimo dei problemi che Teheran ha in serbo per l’Occidente.
Il regime degli ayatollah è furibondo per l’aspro rimprovero che la IAEA gli ha recapitato lo scorso 237 novembre in ragione dell’impianto di arricchimento costruito occultamente a Fordo e per la richiesta di fermarne ogni ulteriore avanzamento.
Il gesto di sfida più recente da parte iraniana è l’approvazione, nella serata di domenica 29 novembre, della costruzione di dieci nuovi impianti di arricchimento dell’uranio.
Di cinque di questi la costruzione dovrebbe iniziare immediatamente.
Fonti di intelligence hanno rivelato che prima della approvazione dei nuovi impianti nucleari, Teheran ha intrapreso la via del confronto diretto con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, quando il locale Parlamento ha stanziato 20 milioni di dollari a sostegno “delle correnti progressiste che resistono alle attività illegali degli Stati Uniti e della Gran Bretagna”.
Inoltre, la mozione ha disposto l’accertamento di presunte “trame statunitensi e britanniche contro la Repubblica islamica”.
Teheran sta agendo per ampliare il proprio sostegno ai movimenti terroristici, inserendo ulteriori gruppi islamici armati militanti nel suo programma di supporto, che viene visto come un mezzo per obbligare Washington e Londra a alleggerire la pressione sui suoi progetti di arricchimento dell’uranio e, soprattutto, verso il programma per la costruzione della bomba nucleare.
Teheran classifica i gruppi militanti islamici che combattono le forze occidentali in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Asia centrale come “progressisti”.
Il supporto iraniano a un numero maggiore di milizie, comprendenti anche talebani e alleati di al-Qaeda è visto a Teheran come una arma da impiegare per convincere l’Occidente a non intralciare i pericolosi programmi iraniani.
Gli Stati Uniti e Regno Unito sono il bersaglio principale da parte del nuovo provvedimento, che è tuttavia separato dal supporto che l’Iran elargisce a Hezbollah, Hamas e alla Jihad islamica palestinese, che è finalizzato a minacciare Israele.
Finora, gli Stati Uniti hanno agito sul presupposto che l’Iran potrebbe ricorrere ad azioni militari solo in rappresaglia a un attacco ai suoi impianti nucleari.
Il principale argomento contro un attacco israeliano alle installazioni nucleari iraniane è che questo esporrebbe gli interessi degli Stati Uniti a possibili ritorsioni iraniane.
La mozione parlamentare iraniana approvata domenica scorsa, in effetti, dovrebbe fungere da sveglia, perché significa che Teheran non sta aspettando inerte di essere attaccato, ma che l’Iran si è già attivato per prevenire la pressione internazionale sulle sue attività nucleari, avviando operazioni di infiltrazione e sovversione contro i suoi avversari più importanti.
La nuova legge autorizza agenti iraniani clandestini di incanalare fondi direttamente ai gruppi militanti “progressisti” disposti ad affrontare direttamente gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
Il provvedimento, inoltre, assegna fondi alle attività di “confronto alle trame e alle ingiuste restrizioni” nei confronti di Teheran da parte di Washington e Londra e di rivelare le “violazioni dei diritti umani da parte dei due Paesi”.
Fonti di intelligence riportano che i servizi segreti iraniani sostengono di avere le prove che la CIA americani e il britannico MI6 sono sostengono segretamente le “operazioni effettuate dai sovversivi” contro il regime di Teheran.
E’ evidente il riferimento alla opposizione politica iraniana e ai movimenti etnici, tra cui i Gundallah Baluchistani, il Movimento di Liberazione del Khuzestan arabo e i separatisti curdi del PAJK
La nuova legge e gli stanziamenti che prevede sono quindi un chiaro segnale che Teheran invia a Washington e Londra che, fintanto che essi svolgono operazioni segrete “sovversive contro la Repubblica islamica”, l’Iran applicherà analoghe ritorsioni nel loro territorio.
Fonti di intelligence ricordano che le Brigate Al Qods, braccio del terrorismo, delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, sono ben preparate per questa campagna segreta, avendo già negli scorsi anni attivato unità di combattimento arabe, baluche, curde, turcomanne e azere da infiltrare nei territori di elezione, dove si uniscono alle forze indigene in funzione anti-occidentale.
FNRmedia


