Ucraina, democrazia e cinismo

Riflessioni di Nina Khrushcheva (traduzione di FNRmedia)

“Una maledizione su di voi”.
Potrebbe essere questa la risposta individuale alla frustrazione per i candidati politici che si presentano alle urne.
Ma è un sentimento pericoloso, quando è proprio dei Governi.
Scegliere è l’essenza dell’arte del governo e astenersi dal farlo, per qualsiasi motivo, è una elusione di responsabilità.

Tuttavia, questo sembra essere l’atteggiamento dell’Occidente in merito al secondo turno delle elezioni presidenziali ucraine che si svolge oggi, domenica 7 febbraio.
Poiché la “rivoluzione arancione” del 2004 si è rivelata essere fonte di una serie apparentemente infinita di delusioni, la maggioranza dei leader occidentali si comportano come se non esista alcuna differenza fra il Primo Ministro Yulia Tymoshenko e il suo rivale Viktor Yanukovych, entrambi candidati.

Hanno torto.
Non solo per ciò che l’elezione significherà per gli ucraini, che hanno stoicamente sopportato tanto, ma anche su ciò che questo significa per la sicurezza e la stabilità in tutta l’Eurasia.
Se la “rivoluzione arancione” ha dimostrato una cosa, è che la politica dell’Ucraina non ha il moto di un pendolo, che oscilla tra due forze opposte che sono d’accordo sulle regole fondamentali della democrazia.

Infatti, è risultato particolarmente evidente, dalle sue stesse parole, che Yanukovich non accetta la legittimità della rivoluzione arancione, il che significa che egli non accetta il principio fondamentale della democrazia che non si può ingannare il popolo lungo la via che porta al potere.

La posizione anti-democratica di Yanukovych non dovrebbe sorprendere nessuno.
La sua fedina penale è spesso ricordata, ma i particolari crimini che ha commesso e lo hanno mandato in prigione vengono raramente precisati.
Vediamoli.

Il 15 dicembre del 1967, il diciassettenne Yanukovych è stato condannato a tre anni di carcere per rapina e violenza sessuale.
Tre anni dopo è tornato in carcere, condannato per omicidio colposo.
Ma, per motivi che restano inspiegati, i giudici sovietici hanno cancellato i suoi precedenti penali nel 1978, poco prima che lui si iscrivesse al Partito Comunista.

In seguito, nel 2006, Yanukovych è stato accusato di avere falsificato i documenti impiegati per rimuovere i pesanti precedenti dalla sua fedina penale.
I due documenti principali utilizzati per rimuovere la sua condanna per stupro e rapina erano stati falsificati.
Inoltre, anche la firma del giudice sugli atti era stata falsificata.

È sbalorditivo che un impenitente criminale violento, due volte condannato, un uomo che aveva cercato di rubare una elezione presidenziale e che ha invocato una violenta repressione sugli uomini e le donne che protestavano pacificamente contro la frode elettorale da lui ordita, possa essere candidato a qualsiasi carica, soprattutto se questa è la presidenza di un Paese di quasi 50 milioni di persone.
La candidatura di Yanukovych rivela molto sulla natura delle persone che lo circondano e anche sulla fragilità della democrazia in Ucraina.

Naturalmente, nemmeno Yulia Tymoshenko è una santa.
Ha costruito una carriera commerciale di successo nell’altalenante settore del gas post-sovietico.
E i suoi avversari hanno sempre cercato di assegnare alla sua carriera d’affari una tinta di criminalità.
Ma nemmeno il controllo dell’intero apparato del sistema giudiziario dell’Ucraina è riuscito di a dare corpo alle pesanti accuse penali.

Ciò che è più importante è il record del Governo della Tymoshenko.
E’ nato nel mese di settembre del 2008, quando il mondo era sull’orlo di un collasso finanziario globale.
L’anno dopo, il Governo Tymoshenko ha sempre agito per preservare la stabilità internazionale, anche se ciò significava subire delle sconfitte politiche in casa.
Alla vigilia di una crisi politica, il suo Governo stava trattando con il Fondo Monetario Internazionale per garantire un prestito per proteggere l’economia dell’Ucraina dal peggio.
Kiev ha raggiunto un accordo quasi a velocità record, nonostante le obiezioni interne, di carattere politico, al rigore dei suoi termini.

Anche se il mondo intero ha sofferto duramente durante la crisi, l’Ucraina è stato colpito più duramente della maggior parte degli altri Paesi, come la domanda internazionale di acciaio, che rappresentava il 42% delle esportazioni ucraine nel primo semestre del 2008, è crollata.
Mentre la crisi ha preso velocità, l’Ucraina è stata completamente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali, nonostante la solidità delle finanze pubbliche e il basso livello del suo debito estero.

Sotto uno sforzo tremendo, il Governo Tymoshenko è riuscito a mantenere il deficit di bilancio sotto controllo.
L’inflazione è stata ridotto a un terzo, dal 31% nel maggio 2008 al 10% circa di oggi.
Il disavanzo delle partite correnti è stato quasi eliminato, e la crisi bancaria è stata contenuta.
Le riserve finanziarie internazionali dell’Ucraina sono al rassicurante livello di 26 miliardi di dollari, circa un quarto del prodotto interno lordo del Paese.
Il tasso di cambio della moneta, che è stato modificato, è relativamente stabile e potrebbe contribuire a migliorare la competitività dell’Ucraina, tenuto conto delle condizioni internazionali.

Il Governo Tymoshenko ha anche creato una netta rottura con l’ancien régime nel settore del gas, e facendolo ha aumentando la sicurezza energetica dell’Europa.
A costo di un notevole rischio politico interno, Yulia Tymoshenko ha concluso un contratto a lungo termine per il transito e l’acquisto del gas con la Russia, trasparente e orientato al mercato, così come ha ottenuto un accordo di vasta portata con l’Unione Europea, la Banca mondiale e la Banca Europea degli Investimenti in materia di riforma del settore del gas e del suo sistema di transito in Ucraina.
E’ quasi certo che Yanukovich, la cui campagna si basa sui finanziamenti ottenuti dai principali beneficiari del vecchio e corrotto sistema energetico, annullerà queste riforme, reintroducendo così gravi rischi nei mercati energetici europei.

Inoltre, Yulia Tymoshenko ha gestito la crisi in Ucraina, malgrado enormi resistenze e l’irresponsabilità dei suoi avversari politici, che hanno spesso paralizzato il Parlamento quando il Governo ha rifiutato di accettare le proposte populiste che avrebbero vanificato gli sforzi di stabilizzazione finanziaria.
Sorprendentemente, il Presidente ucraino Viktor Yushchenko ha regolarmente posto il veto sulle decisioni necessarie alla stabilizzazione e anche a ogni sforzo di privatizzazione.

Yulia Tymoshenko merita il ringraziamento dell’Occidente, non il cinismo che stiamo vedendo, per avere tenuta a galla l’Ucraina negli ultimi 15 mesi.
Il record di violenza e di disprezzo per le regole democratiche che caratterizza Yanukovych è troppo radicato per pensare che, se vincesse, egli potrà mai permettere che la sua posizione possa essere sfidata nuovamente.
Una vittoria per Yanukovych oggi potrebbe essere l’ultima votazione libera che l’Ucraina vedrà per molto tempo.

Nina Khrushcheva insegna Relazioni Internazionali alla New School di New York ed membro anziano del World Policy Institute.