L’aereo stealth russo e i suoi misteri

Riflessioni di Alexander Golts (traduzione di FNRmedia)

Pochi giorni fa ci è stato detto che il costruttore statale di aerei Sukhoi ha correttamente eseguito un test di volo di un caccia da combattimento di quinta generazione, nella città orientale di Komsomolsk/Amur.
L’aereo caccia in questione, effettivamente, si è alzato in volo (nostri articoli), ma si è subito infilato in una tale densa nube di menzogne che nessuno può essere certo di quanto abbia esattamente visto.

Il caccia T-50 o PAK-FA, che i giornalisti hanno erroneamente chiamato “stealth russo”, possiede davvero le capacità degli aerei di quinta generazione, come ad esempio una velocità di volo costante di oltre 2000 chilometri orari, un raggio d’azione di oltre 5000 chilometri, una radar a basso profilo, apparati di radiolocalizzazione a distanza dei bersagli nemici e missili guidati a lungo raggio?
Nulla di tutto ciò è chiaro.
Alcune fonti sostengono che gli apparati radio di bordo e il sistema di rilevazione siano tuttora nella corso della fase di collaudo al banco, mentre nulla si sa circa i suoi sistemi d’arma.

Né vi è alcuna informazione per quanto riguarda il motore che si pretende possa fare volare il T-50 a velocità superiore rispetto al suo rivale principale, l’F-22 “Raptor” statunitense.
Diverse aziende si sono impegnate in intrighi dietro le quinte per anni, non riuscendo più volte a presentare un’offerta affidabile per il motore e la sua costruzione.
Alla fine, NPO Saturn ha vinto l’appalto.
E la prima cosa che la i direttori di questa società hanno fatto è stato iniziare a mentire sfacciatamente sul motore e le sue mirabolanti capacità.

Sia il Primo Ministro Vladimir Putin e il Vice Primo Mnistro Sergei Ivanov hanno riconosciuto che il nuovo aereo ha numerosi problemi in merito al motore, e che questi richiederanno molto tempo per essere risolti.
Ma il giorno del volo inaugurale del T-50, Ilya Fyodorov, Amministratore delegato di NPO Saturn, che è parte della Unified Engine-Building Corporation, ha fatto un annuncio sensazionale.
Egli ha detto che “Il nuovo caccia è dotato, di un motore molto più recente e non di una versione migliorata del motore dell’esistente caccia Su-35, come hanno riportato alcuni media e specialisti vari. Esso soddisfa tutti i requisiti che sono stati presentati dalla società Sukhoi”.

Per gli ultimi 10 anni, le parole magiche “caccia di quinta generazione” hanno dato ai dirigenti militari russi l’accesso alle generose casse dello Stato.
Tutto ha avuto inizio nei primi anni 1990, quando i dirigenti delle imprese di costruzione degli aeromobili si sono resi conto che la loro industria era entrata in una grave crisi.
Esistevano due soluzioni possibili.
La prima era che essi riconoscessero che la vecchia industria aeronautica sovietica era morta una volta per tutte e che l’unica strada aperta, per loro, era quella di ristrutturare completamente la produzione e la commercializzazione e imparare a rendere l’intero settore competitivo in una economia di mercato.
Oppure essi avrebbero potuto raccontare ai dirigenti militari di un progetto miracoloso che, se adeguatamente finanziato, avrebbe rilanciato l’intera industria aeronautica russa.

Tutti i fondi disponibili sono stati versati nella seconda opzione.
I capitani dell’industria militare hanno allegramente promesso al Governo russo che si sarebbe rapidamente sviluppato un aereo da combattimento di quinta generazione, che non solo darebbe all’Aeronautica militare russa la superiorità nei cieli, ma garantirebbe anche ordini di esportazione per i decenni futuri.

Le cose non finiscono qui.
La creazione della Unified Aircraft Corporation nel 2005 è stata giustificata in parte dalla promessa di costruire caccia di quinta generazione.
Fin dall’inizio, ci sono timori che i funzionari governativi stessero semplicemente usando il progetto come una cortina fumogena per afferrare i pochi profitti che le società del gruppo hanno ricavato dagli ordini stranieri.
Vale la pena ricordare che Ilya Khlebanov, che ha servito come Ministro per l’Industria, la Scienza e la Tecnologia nei primi anni 2000, ha confermato che il progetto di sviluppo del nuovo caccia ha avuto un budget di 1.5 miliardi di dollari.
Nei 10 anni trascorsi da allora, circa 10 miliardi di dollari sono stati spesi nel programma.

Ora la posta in gioco è ancora più alta.
Dopo che i test di lancio del missile balistico intercontinentale Bulava hanno fallito più volte (nostri articoli), è diventata una questione di principio e di orgoglio dimostrare che la Russia può mettere in volo un aereo da combattimento di quinta generazione.

Con l’imbarazzante sequenza di fallimenti del Bulava e gli interminabili ritardi nell’approntamento del nuovo caccia, l’esito dell’intero sforzo è apparso piuttosto comico.
Graffianti voci sono circolate per anni, sostenendo che la Russia è fondamentalmente incapace di sviluppare prodotti ad alta tecnologia di ogni tipo.
Ora, per mettere a tacere i critici, il T-50 ha fatto il suo volo inaugurale.

Nonostante i fallimenti del Bulava siano stati difficili da nascondere, le autorità russe sperano di poter fare un lavoro migliore con il T-50, avvolgendo il progetto in una densa nuvola di disinformazione.

Alexander Golts è vice direttore del giornale on-line Yezhednevny Zhurnal.